Lo scrittore che ha più contribuito al tema del Positive Thinking si chiama Norman Vincent Peale.
Lui disse una cosa del genere:
Il problema di molti di noi è che preferiremmo essere rovinati dalle lodi che salvati dalle critiche.
Un trend sempre più comune che noto in studenti che arrivano nelle consulenze è proprio questo:
non accettare i propri errori.
Peggio ancora nelle lezioni private, siccome devo rivederli più volte.
Capita nelle consulenze di dover dire:
hai sbagliato. Hai fatto una stronzata. Non dovevi farlo…
E partono le scuse.
Eh ma la cugina mi ha detto fare questo corso per il test.
L’amico mi ha detto di fare tanti tanti tanti quiz.
E la zia mi ha detto di affidarsi alle bambole voodoo.
Inoltre è veramente pazzesco come la gente pensi che superare il test sia una passeggiata per gli altri ma impossibile per se stessi.
Studiando i comportamenti di studenti che preparo ogni anno, oltre ai loro difetti, ho notato una cosa:
un tratto comune che hanno studenti che passano il test di ammissione partendo da zero è la capacità di assorbire ogni critica sulla loro preparazione.
Non vogliono sentirsi dire “bravi”, non vogliono essere lodati, come dice Norman, ma vogliono SENTIRSI bravi.
Sentirsi dire bravi VS sentirsi bravi.
(Pensaci, è tosto come concetto.)
E quindi sono pronti a tutto, pur di andare avanti nel processo, consapevoli di essere lenti, difficili e a volte “stupidi”, ma sempre e sempre con le spalle larghe, petto in fuori e testa in su.

La storia di Greta è infatti qualcosa di incredibile.
Due sono le cose da notare rispetto a tutte le altre storie pubblicate sul Blog:
1. Non so e non ho proprio idea di come questa ragazza sia riuscita a trovare ogni giorno la forza di portarsi dietro una preparazione così densa nel suo caso;
2. Come abbia fatto nell’ultimo momento, a pochi giorno dal test, a non farsi fregare dagli errori che aveva fatto (leggerai meglio nella storia).
Greta è l’unica persona, nella mia esperienza di anni e anni di lezioni private e consulenze, che sia riuscita a convincermi, senza però esprimerlo a parole, che potevo proiettarmi nella sua preparazione come volevo io.
Che lei avrebbe fatto OGNI SINGOLA COSA necessaria per ottimizzare la sua preparazione al massimo.
Attenzione:
odio fare comparazione tra studenti, ma lodare tutti allo stesso modo fa solo male (citando Norman, appunto).
Greta, in termini di personalità per il test, secondo me, è lo standard da seguire per superare i propri limiti.
E sono certo che questa storia andrà a chiarire qualcosa che prima non è mai stata discussa su questo Blog.
Quale?
Non sempre è necessario sentirsi vittima per raggiungere i propri sogni.
A volte, anzi, spesso, bisognerebbe solo dichiarare guerra a prescindere contro le difficoltà e darci dentro.
Lascio la parola a Greta!
Buona lettura!
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Test di ammissione a Logopedia: superarlo a partire da zero. Storia di Greta

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Ciao a tutti!
Mi presento:
Sono Greta, ho 20 anni e dopo la maturità (2020) nella mia testa c’era tanta spensieratezza e poca, anzi pochissima voglia di studiare per qualsiasi test d’ingresso!
Mi sono goduta appieno l’estate senza pensare minimamente al dopo.

Verso fine agosto ho provato il test per psicologia. C’era la speranza di farcela, ma anche la consapevolezza che era davvero una cosa impossibile non avendo aperto un libro!
Ovviamente non lo passai…
Così decisi di provare ad iniziare l’Università telematica di psicologia, pensavo fosse la scelta giusta.

Non volevo passare un anno senza fare nulla o meglio pensavo di essere un peso per i miei genitori!
Purtroppo o per fortuna capii subito che non era la cosa giusta per me, lo facevo controvoglia, ero continuamente triste, sentivo la mancanza delle persone con cui potermi confrontare, non riuscivo a trovare dei punti positivi su cui appigliarmi per continuare a fare ciò che stavo facendo.
Ne parlai con i miei genitori e decisi di mollare, non era quello che volevo e ne ero sicura!
Era novembre, non sapevo cosa fare.
Le alternative erano due:
1) Studiare per riprovare ad affrontare il test di psicologia l’anno successivo.
2) Provare un test per una professione che ho sempre amato, ma che vedevo come impossibile e troppo difficile per le conoscenze da cui partivo.
Di una cosa però ne ero certa: volevo darmi una possibilità, la possibilità di farcela, di credere in me stessa.
Presi coraggio e decisi di buttarmi sulla seconda alternativa.
Volevo fare il test di Logopedia!
Ho sempre amato tutta la sfera della riabilitazione, mi ha sempre affascinato e incuriosito. Ho sempre riconosciuto nella parola un’importanza unica.
Le parole permettono di comunicare, esprimere sentimenti, stati d’animo, emozioni, permettono la comprensione e il dialogo.
Tutto questo per me è meraviglioso e ancora più meravigliosa sarebbe stata l’idea di poter aiutare persone a recuperare la parola magari persa o mai avuta.
Il pensiero di poter aiutare una persona, una qualsiasi persona a stare meglio mi ha sempre suscitato tanto desiderio nel intraprendere una professione che potesse essere al servizio degli altri.
Vorrei davvero essere il motivo di un sorriso, di un miglioramento, di un passo in avanti.
Vorrei poter fare la differenza in tante situazioni di difficoltà e sentirmi la responsabilità di far star bene gli altri.
Che bella responsabilità che sarebbe!
La professione di logopedista, mi è sempre balenata per la testa, mi piacerebbe tanto lavorare con gli adulti, mi piacerebbe scoprire il mondo dell’autismo, delle malattie neurodegenerative, e della riabilitazione post traumi.
Ho sempre avuto questo desiderio, forse un motivo preciso non c’è mai stato, ma ho sempre sentito che questo era ciò che volevo fare davvero.
Okay. L’idea c’era.
Il pensiero di farcela era bellissimo.
Ma era importante tornare con i piedi per terra e capire da cosa partire e soprattutto come partire!
Ho iniziato a fare tantissime ricerche sul web, tanti siti, tante informazioni, tante offerte, ma nulla che mi convincesse fino in fondo.
Una sera quasi per caso finii sul blog di Sher e iniziai a leggere le storie dei tanti ragazzi che ce l’avevano fatta.
Erano tutte storie diverse ed era come se mi arrivasse l’autenticità di ognuna.
Più le leggevo più mi convincevo di aver trovato la cosa giusta.
Volevo farcela anch’io!
Senza tanti pensieri ma con un po’ di timore mandai una mail di richiesta per iniziare le lezioni private con Sher.
Per quel mese c’era solo un ultimo posto, doveva essere mio, non potevo perdere tempo!
Il giorno successivo mi arrivò immediatamente la risposta di conferma, scrissi a Sher e ci mettemmo d’accordo per la prima lezione!
Attenzione:
sono partita da zero, ma zero per davvero.
Ho fatto il liceo delle scienze umane e materie come chimica, biologia, logica… erano per me totalmente sconosciute, avevo molta paura e pochissima fiducia nelle mie capacità.
Infatti ecco il mio messaggio di presentazione:

Sher fin da subito si è dimostrato estremamente disponibile e prontissimo a trasmettermi tutto ciò che mi serviva per farcela.
Abbiamo iniziato con Chimica ed ero letteralmente terrorizzata.
I pochi ricordi di questa materia erano disastrosi, imperniati di una fatica assurda e di frustrazione.
Ho sempre fatto schifo nelle materie scientifiche, ripetizioni su ripetizioni, molte delle quali non hanno mai portato ad un miglioramento, anzi mi hanno sempre portato a pensare che non fossi capace, che fossero cose troppo difficili per me.
Incredibilmente, con Sher, lezione dopo lezione aggiungevo piccoli tasselli, uno alla volta, senza fretta.
Ciò che prima mi sembrava impossibile pian piano iniziava ad essere possibile.
Stavo iniziando ad assumere una nuova consapevolezza. Ero sempre più convinta potevo provarci e perché no, magari farcela!
Dopo un po’ di tempo però sentii la mancanza di qualcosa: non avevo un piano di studio.
Non sapevo come organizzarmi. Se mi organizzavo per un certo obiettivo, non ne ero mai sicura di raggiungerlo.
Decisi quindi di fare una consulenza con Sher!
Fu una delle decisioni migliori che potessi prendere.
Mi preparò un piano di studio personalizzato in base alle ore che avevo per studiare, alle mie esigenze, alla situazione da cui partivo e diversi altri fattori che possono influenzare la preparazione al test.
Ero messa bene:
- Avevo un piano di studio;
- Avevo il materiale giusto;
- Avevo le mie lezioni con Sher.
Non avevo più scuse, toccava me.
Era un lavoro molto grande, estremamente importante, meritava tutto il mio impegno.
Inizialmente fui un po’ persa, a volte perdevo il controllo sullo studio, mi capitava di non rispettare le ore dedicate alle singole materie e questo mi agitava moltissimo.
Stavo sbagliando.
L’ansia stava prevalendo su tutto il lavoro che stavo facendo.
Secondo te…
Ne valeva la pena?
Aveva senso rovinare tutto perdendo il controllo?
Certo che no, non potevo permettermelo, dietro c’era un sogno troppo grande per essere compromesso in questo modo.
Sapevo cosa dovevo fare:
dovevo seguire il mio piano di studio. La soluzione era questa, niente di più e niente di meno.
Ripreso il controllo sul lavoro le cose iniziarono a migliorare.
Ero più tranquilla, stavo acquisendo consapevolezza in ciò che facevo e questo per me fu fondamentale.
Nel primo periodo dedicai la mattina a chimica.
Cercavo di fare la teoria che a lezione non veniva trattata, poi nel primo pomeriggio facevo gli esercizi relativi sia alle lezioni fatte con Sher, sia a ciò che avevo visto alla mattina.
Il tempo che rimaneva lo impiegavo per fare logica, alternata a matematica di base.
Inizialmente logica mi portava via tantissimo tempo ed energie, mi sembrava tutto assurdo e così complicato, a fine giornata magari arrivavo a completare qualche esercizio.
Ma mi andava bene così, dovevo rispettare i miei tempi, era importante. Avevo completa fiducia nel piano di studio.
Nel frattempo acquistai il corso “Codice Carbonio” di Sher.
Che dire: questo corso era una bomba!

Vi assicuro che imparai con molta facilità cose che non avevo mai capito prima, sapevo riconoscere un composto dalla sua struttura, sapevo nominarlo in pochi istanti.
Avevo una sicurezza mai avuta prima, per me fu una cosa pazzesca!
In questo modo riuscii a coprire anche la parte di organica, ed ero molto felice e sollevata.
Tutto procedeva come doveva, a fine Febbraio Chimica doveva essere conclusa e così è stato!
Volete sapere una cosa assurda?
Chimica mi era iniziata a piacere e anche tanto.
La studiavo volentieri e gli esercizi quando mi riuscivano mi davano una soddisfazione enorme.
Mai avrei pensato di mettere in pratica gli indicatori di acidità…

Sher era riuscito a farmi apprezzare una materia che mi terrorizzava.
Ero così sorpresa da questo cambiamento.
Il fatto che apprezzassi una materia che avevo sempre detestato mi diede una carica enorme.
Mi fece capire che stavo percorrendo la strada giusta, mi diede la spinta giusta per continuare con ancora più grinta.
Inizio Marzo, significava inizio dello studio di Biologia!
Vi dirò la verità: pensavo fosse la materia meno impegnativa di tutte.
Ecco, mi sbagliavo.
Acquistai Wikibio, ero pronta per divorarmelo, o almeno così pensavo.

Capii fin da subito che era uno studio totalmente differente rispetto a chimica, richiedeva un altro approccio.
Il programma di biologia era davvero vasto, non credo che sarei stata in grado di fare da sola una selezione del materiale da studiare.
Infatti in questo Wikibio mi ha salvata.
Anche qui partivo da zero, ma pagina dopo pagina, argomento dopo argomento, le informazioni iniziavano ad assumere significato, a mettersi in ordine nella mia testa.

Ci sono stati argomenti che hanno richiesto più tempo di altri, più energie e più fatica.
Più volte ho pensato di non farcela, ma ogni volta mi ripetevo che non avrebbe avuto senso mollare, soprattutto arrivata a quel punto.
Non dovevo perdere il ritmo e nemmeno la voglia.
La mattina mi svegliavo e studiavo biologia.
Tutti i pomeriggi facevo esercizi su quello che avevo studiato alla mattina e poi alternavo Logica/Matematica con qualche esercizio di Chimica per tenerla sempre fresca.
Per Cultura Generale invece seguivo l’Artquiz e cercavo di essere sempre informata sull’attualità.
Per Biologia, finito di studiare un argomento mi facevo uno schema che poi mettevo in un quaderno, sapevo che nel momento del ripasso finale disporre di schemi mi sarebbe stato molto utile, non riuscivo a pensare di ripassare dal libro, mi avrebbe rubato troppo tempo.
Arrivai alla parte di Genetica e poi a quella di anatomia; anche qua due approcci completamente differenti!
- Per Genetica ho trovato utilissimo l’esercizio, ne feci tanti, ma tanti, fino a non poterli più vedere, fino a saperli quasi a memoria,
- Per Anatomia invece ripetevo tantissimo. Ciò che viene richiesto per il test è molto mnemonico.
Facevo tantissimi disegni, li coloravo e gli appendevo ovunque e appena avevo due minuti li riguardavo.
E poi…
Come posso non citare il mio compagno di studio??!
Lo scheletro umano!

Mi è stato molto d’aiuto. Ho una memoria prevalentemente visiva e avere la possibilità di vedere e toccare le ossa mi ha aiutato tantissimo.
Biologia era finita, era inizio giugno.
Nell’ultimo periodo, grazie alle lezioni con Sher, ci siamo dedicati a fisica e quasi come per magia l’estate è volata.
Forse questo è stato il momento più difficile.
Ho rinunciato a tante cose.
Non tutti capivano, ma era una mia scelta, volevo dedicarmi al 100% alla preparazione.
Sentivo una forte responsabilità e non potevo mollare, sarebbe stato un vero peccato.
Era come se tutto girasse attorno al test.
Ormai io stessa ero il test, il mio pensiero era costantemente lì, ormai dovevo farlo, stava diventando una vera e propria esigenza.
Insieme a Sher decisi di fare anche il test di medicina, doveva essere una prova, un pre-test.
Le ultime settimane di Agosto furono di ripasso, ripassavo ovunque in tutti i modi possibili, esercizi su esercizi, ripetizioni su ripetizioni (ripetevo principalmente anatomia, per memorizzare più nomi possibili).
Sono state settimane di pura tensione, ero molto agitata e il pensiero del test era sempre più angosciante, ma in qualche modo anche un futuro sollievo.
Sentivo una responsabilità grande, importante, mi pesava tanto.
Mi ricordo le parole di Sher:
nel bene e nel male, le responsabilità arrivano solo per chi se le merita, a chi merita un impegno importante.
Ecco questo pensiero mi aiutò molto.
Nell’attesa del test di Professioni Sanitarie ci fu il test di veterinaria.
Senza chiedere nulla a nessuno (sbagliando) provai a farlo.
Non lo feci in maniera intelligente, ma così un po’ a caso, solo per vedere quante ne sapevo, per calcolare il punteggio finale.
Volevo testare la mia preparazione.
Certo…
Sono andata in panico, demoralizzazione totale.
Ho passato un intero giorno a convincermi che non potevo farcela, di non essere pronta.
Quando lo dissi a Sher, lui si arrabbiò molto.
Stavo facendo cose che non dovevo fare.
Mi stavo demoralizzando per un test che non era il mio, non lo stavo utilizzando come uno strumento a mio favore, potevo benissimo sfruttarlo come punto da cui partire per esempio per un ripasso o un eventuale approfondimento.
Invece no. Avevo fatto tutto l’opposto di quello che dovevo.
Mi stavo incasinando la testa a poco dal test che davvero mi interessava, stavo riempiendo il mio inconscio di insicurezze, di tutte cose che non mi facevano bene, convinzioni inutili che non dovevano nemmeno passarmi per la testa.
Sher mi diede una bella svegliata.
Mi serviva proprio.
Avevo capito di aver sbagliato e che prima di fare una cosa, per il mio bene, era meglio chiedere, chiedere SEMPRE a Sher.
Acquistai TESTKO avevo bisogno di una strategia.

Sentivo che mi sarebbe stata utile.
Infatti secondo il piano di studi era arrivato il momento di iniziare con le simulazioni dove avrei messo in pratica la strategia.
Arrivò il momento del test di medicina. Avevo fatto una sola simulazione!
Non avevo una strategia, però ingenuamente pensavo di potercela fare.
Pensavo MALE, molto male.
Partii a bomba con Biologia, ero al settimo cielo, poi mi impuntai su Chimica, stetti davvero tanto tempo su singoli esercizi, persi la cognizione del tempo e anche la motivazione.
Quando vidi che mancava pochissimo tempo e io ero troppo indietro, andai in panico e lì feci, probabilmente, la cosa più sbagliata che si possa fare al test:
ho iniziato ad andare a caso, non riuscivo più a gestire nulla, ero stanchissima.
Finito il test, non mi vergogno di dirvi che piansi tutto il giorno.
Quel test mi aveva dato una botta fortissima, psicologicamente ero davvero giù di morale, era come se il risultato del test di professioni sanitarie, per me, nella mia testa, fosse già segnato, in negativo ovviamente.
Fortunatamente sentii Sher e la sera stessa facemmo una videochiamata dove mi reimpostò il lavoro da fare nelle due settimane che mancavano al test.
Individuammo due problemi:
- Avevo inquinato il mio inconscio con emozioni e risultati negativi, e quindi con paradigmi non funzionali al test.
- Non avevo una strategia efficace per affrontare il test.
Mi tranquillizzò molto.
Il primo passo per trovare una soluzione efficace è individuare il VERO problema.
Sher mi diede un compito da svolgere tutte le sere prima di andare a letto.
Il compito era il seguente:
dovevo scrivere con la mano sinistra (mano non dominante) una semplice frase che creammo assieme.
La frase era la seguente:
sono contenta del punteggio che ho fatto e sono fiera del mio impegno.
Dovevo riempire una facciata intera. Ogni sera.
Dovevo farlo e basta ed era l’unica cosa che andava fatta con massima concentrazione fino al test.
Dovevo farlo pensando di essere la me dopo il test, dovevo cercare di vivere il più possibile quell’immagine.
Lo feci. Ogni sera mi prendevo 10 minuti e riempivo una facciata intera di un foglio.
Era una vera e propria immersione in una situazione futura che dovevo vivere al 100%, dovevo costruirmela nella mente e convincermi di quella frase che tutte le sere scrivevo.
Inoltre dovevo cercare di cancellare tutte le sensazioni non funzionali che il test di medicina mi aveva trasmesso.
ALT. TE CHE LEGGI.
Sher qua.
Ti rubo qualche secondo, perché l’ultima cosa che vorrei è che qualcuno inizi ad usare approcci neuro-cognitivi senza sapere cosa fare, come e quando farlo.
Questa parte della storia di Greta è molto importante.
Paradigm Shifting è FONDAMENTALE per tutti noi quando vogliamo cambiare il nostro futuro.
Cerco di spiegarti tutto con la massima semplicità.
Immagina questo:
devi andare da A a B.
A: il tuo punto di partenza.
B: il tuo punto di arrivo.
Il processo che ti porta da A a B ti cambierà. E il tuo cambiamento è fondamentale per arrivare a B. Questo significa che per arrivare a B devi essere pronto a cambiare.
Purtroppo, a causa di esperienze negative e stimoli esterni durante la nostra crescita, noi diventiamo una scatola di pregiudizi e paradigmi. Questi pregiudizi e paradigmi diventano il nostro peggior nemico.
Perché?
Perché essendo i pregiudizi e paradigmi delle variabili dell’inconscio, serve un alto livello di introspezione per cambiare i nostri modi di essere e di fare.
Cerca di capire il concetto per pensarci su, senza copiare tecniche e metodologie che hai letto in questa parte della storia.
In 7 anni di insegnamento a distanza Greta è stata la prima studentessa veramente pronta a fare TUTTO ciò che le veniva detto senza alcuna esitazione e dubito che ci sarà mai qualcun altro pronto per sfruttare il Paradigm Shifting per spaccare al test.
Un abbraccio,
Sher
Intanto iniziai a fare le simulazioni come si deve.
Cercai di impostare una mia strategia.
Dovevo assolutamente imparare a gestire il tempo, le varie materie e l’ansia.
Grazie a TESTKO, simulazione dopo simulazione, avevo capito cosa dovevo fare e come dovevo farlo.
Ho iniziato a farle la settimana prima del test, prima non mi servivano. Non avrebbe avuto senso testare una preparazione che ancora non avevo.
Mi ricordo che l’ultima simulazione la feci in garage, dentro la mia macchina, per crearmi una situazione scomoda. Volevo essere pronta a qualsiasi situazione.
Quante emozioni che provai quella settimana…
Tanta tensione, ma anche tanta voglia di fare.
Continuai a ripassare fino all’ultimo secondo, cercai di mantenere sempre una certa lucidità, non volevo in alcun modo compromettere tutto il lavoro fatto fino a quel momento.
La sera prima del test nonostante fossi molto agitata sentivo dentro di me anche una strana serenità.
Ero consapevole di aver fatto del mio meglio, ero sicura di aver dato il massimo.
Sarà stata la preparazione, la strategia, la tecnica di immersione?
Non lo sapevo.
Certo. Si può dare sempre di più, ma ero certa che non sarei stata in grado di fare altro. Avevo dato alla preparazione tutte le mie energie.
Durante tutta la preparazione mi feci un quadernino dove mi appuntai le cose importanti da ricordare, quelle nozioni puramente mnemoniche che non potevano essere dimenticate.

Lo aprii prima di dormire, volevo leggere qualcosa, volevo essere sicura di avere tutto bene in testa.
Arrivai all’ultima pagina e trovai un bigliettino che scrissi io durante la preparazione.
Sembrerà banale, quasi ridicolo però mi fece tanto bene leggere quel bigliettino.
Dovevo essere fiera di me, era un dovere, dovevo darmi la possibilità di credere in me stessa.
Quella sera lo feci.

Giorno del test: ANSIA.
L’attesa fu snervante, una vera angoscia.
Devo essere sincera: quando aprii il plico del test, i primi cinque minuti furono di panico totale.
Dovevo controllarmi. Dovevo riconoscere le mie emozioni e controllare. Non volevo che si ripetesse la situazione del test di medicina.
Dovevo gestire il tempo e l’ansia.
Come prima cosa lessi velocemente la parte di cultura e di logica e scrissi a fianco di ogni quesito di cosa si trattasse, dovevo visualizzare immediatamente e distinguere i quesiti di cultura dai quesiti di logica.
Fatto questo, feci esattamente ciò che avevo fatto nelle simulazioni.
Partii da cultura, poi biologia, chimica, matematica/fisica e infine logica.
Ovviamente non le sapevo tutte, ma non mi impuntai.
Non persi tempo su domande lunghe o che non sapevo.
In quel momento era importante essere sicura sulle domande che decidevo di fare.
Non mi feci influenzare dalle risposte non date. Ero molto concentrata.
Finito il test, dopo mille emozioni, paradossalmente ero felicissima:
felice di come avevo gestito il test, in tutto e per tutto.
Poteva andare molto peggio se non avessi controllato le ultime settimane di preparazione e non mi fossi affidata alla strategia al giorno del test.
Svanita la contentezza iniziale ebbi alcuni momenti di cedimento:
capii di aver sbagliato qualche domanda in più di quelle che pensavo e che mi ero fatta ingannare da esercizi che ormai davo per scontato, perché fatti e rifatti a casa mille volte.
Potevo solo aspettare la graduatoria.
Vi assicuro che l’ansia che provai i giorni immediatamente successivi al test è indescrivibile.
Mi sognai il test varie volte e ogni giorno pensavo a cosa potevo non sbagliare o cosa potevo fare in più.
Ogni giorno, in ogni momento aggiornavo il sito dell’università, era diventato quasi un tic.

Una cosa importante però non ve l’ho detta!
Durante la fase di preparazione, in cui ero immersa al 100% nello studio per il test, in cui io ormai ero diventata il test, una cosa è stata fondamentale:
la DANZA!
Il ballo ha sempre accompagnato ogni mio momento ed è SEMPRE stato il mio “rifugio” da tutto e da tutti.
Potrà sembrare banale ma la serenità che provo mentre danzo è indescrivibile, è pura VITA, ENERGIA E LIBERTÀ.

Entrata in sala, tutta l’ansia, la tensione e le preoccupazioni svanivano, minuto dopo minuto, per lasciare spazio a quel magico trasporto che la musica e il movimento mi riescono a trasmettere.
Mi rigenerava, uscivo da allenamento con leggerezza e tranquillità, quella che mi serviva assolutamente in quel momento.
Inoltre devo ringraziarla, sì devo ringraziare la danza.
Lo so è strano, però è “lei” che mi ha trasmesso disciplina, rispetto e determinazione, fattori fondamentali per la preparazione al test!
Tornando a noi…
Il giorno tanto atteso arrivò!
Uscirono le graduatorie generali.
Ero quarantanovesima.

Fu una soddisfazione immensa, vedermi lì, così in alto fu già una vittoria.
Passarono altri giorni, interminabili giorni e finalmente uscirono le graduatorie specifiche per ogni singolo corso.
ERO DENTRO!
Ce l’avevo fatta.
E non solo!
Ero in seconda posizione.
Avevo il cuore a mille e l’adrenalina a tremila. Mi tremavano le mani!

Scoppiai a piangere, ero così felice.
Scrissi immediatamente a Sher e fui contentissima di condividere questa notizia con lui. Ha sempre creduto in me, ancor prima che lo facessi io stessa.

Stampai la graduatoria, volevo godermela al 100%.
Staccai il telefono e andai in uno dei miei posti preferiti, ascoltai la mia musica preferita e assaporai ogni singola emozione, non fermai nulla, volevo sentire tutto.
Ero leggerissima. Indescrivibile, come tutto questo percorso.

Ed eccomi qua: 11 Ottobre 2021.
Presa dalle mie lezioni di Logopedia e persa tra i miei mille appunti!
È tutto INCREDIBILE.
Ho appena finito la lezione di biochimica e mentre scrivo i miei occhi “brillano”.
A volte non mi sembra ancora vero.
Ogni giorno sono contenta di occupare quel posto che ho desiderato con tutta me stessa e vi assicuro che è una soddisfazione immensa.
Ho tanta voglia di fare, di mettermi in gioco e di conoscere sempre nuove cose.
Chissà cosa mi aspetta…
Non vedo l’ora di scoprirlo!
La mia storia su questo Blog è importante per due motivi:
1) Potrò tornare a leggerla ogni volta che vorrò rivivere alcuni momenti del mio passato.
2) Saprò che qualcun altro potrà trovarla utile, così come io ho trovato utili le storie di altri studenti di Sher.
Infatti, a te che stai leggendo, ci tengo ad elencarti 9 cose che ti torneranno sicuramente utili:
1) Credi sempre in te stesso, poche persone lo faranno per te.
2) Non permettere a nessuno di giudicare il tuo impegno, i tuoi sforzi, le tue scelte.
3) In pochi capiranno i sacrifici che stai facendo, fregatene, il tuo sogno è importante.
4) Non riempirti di pregiudizi inutili, la preparazione è già impegnativa di per se, non crearti altri ostacoli basati sulle tue convinzioni.
5) Datti la possibilità di farcela, di capire cose mai comprese prima, di amare materie sempre odiate.
6) Prenditi il tempo che ti serve, è importante.
7) Rispetta il tuo lavoro, il tuo studio e soprattutto rispetta te stesso, sii severo, ma anche gentile, stai facendo un lavoro difficile.
8) Sii orgoglioso di ogni passo in avanti che farai, ma anche, se ci saranno, di quelli indietro. A volte saranno fondamentali.
9) Circondati di persone positive, comprensive e pazienti. Chi ti vorrà bene ti aspetterà e sarà orgoglioso di te a prescindere.
Non ti conosco, ma sappi che tiferò per te.
Ce la farai, ne sono sicura.
Non mollare mai, MAI.
Torna a leggermi ogni volta che ti sentirai giù.
I tuoi desideri sono troppo belli per essere messi da parte.
Non posso non dedicare questo ultimo spazio per sottolineare quanto è stato fondamentale in questo percorso la costante presenza di Sher.
Spero che anche tu potrai farti aiutare da qualcuno che possa credere in te.
É stato un punto di riferimento davvero importante, un sostegno fondamentale e un grande maestro.
Auguro a tutti voi di incontrare, almeno una volta nella vita, un insegnante come lui, può fare davvero la differenza e con me penso proprio che l’abbia fatta.
E’ stato un anno pesante e di grandi trasformazioni e non sarei qua se non mi avesse seguito e per questo gli sarò sempre grata.
Vi saluto!
Greta

Sher ti meriti di raggiungere più persone. Non ti vedo mai su instagram, sarebbe bello!
Ciao Mario!
Ti ringrazio per il commento.
Per quanto valore (affettivo, emotivo, oggettivo in termini di consigli, ecc…) c’è in queste storie e contenuti, se fosse per me vi farei fare il giro del mondo a piedi per avere accesso alle storie sul blog. Altro che Instagram lol.
Chi avrà bisogno, quando sarà pronto e quando cercherà abbastanza, mi troverà qua. E’ sempre stato così. Ti basta leggere le storie 😉
Sher
Per tutta la motivazione che mi danno le storie su questo blog farei anche il giro dell’universo Sher. Grazie mille!
Gentilissima Rosa <3
Mamma mia che storia! Ho letto ogni singola frase e se posso permettermi, di tutte le storie pubblicate fino ad adesso, questa è piena di grandi emozioni. Almeno per me è stato così forse perché sto vivendo lo stesso tipo di percorso. Non dovrò fare il test di logopedia ma quello di fisioterapia (difficile uguale per i pochi posti disponibili). Speriamo bene! Vi ringrazio infinitamente per la grande motivazione che mi avete dato con questa storia. Un bacione. Lara
Ciao Lara!
Sono 100% d’accordo con te. Arrivare a questo punto con Greta e poi scriverci su una testimonianza così forte è stato un percorso molto lungo e difficile. Sicuramente lo sarà anche il tuo.
Però è sempre quello il punto: devi crederci anche quando non hai nessun motivo per crederci.
Coraggio!
Sher
P.S.: sì, il test di fisioterapia è bello tosto soprattutto per i pochi posti. Se pianificherai andrà tutto bene. Te lo assicuro.
E’ stata una fortuna poter leggere questa testimonianza e spero di poterci riuscire anch’io con la stessa costanza a studiare tutto..
Gli argomenti sono tantissimi e io che parto da zero proprio come Greta mi trovo abbastanza spaesata..
Sicuramente tornero’ a leggere questa storia ogni volta che ne sentirò il bisogno..
Grazie Sher per tutto questo!
Ciao Chia!
Coraggio!
Leggi pure qua: https://sheryaar.net/test-ammissione-logopedia-greta/#comment-606
Un abbraccio,
Sher
Ciao Sher!
E’ possibile sapere di più sulla parte del paradigm shifting e come potrei usarlo per me? hai da consigliare qualche manuale o corso in italiano?
Ciao Mirko!
E’ un argomento molto molto vasto e trattato in diversi modi in base all’approccio che si usa.
Con alcuni studenti è possibile aiutarli ma è una percorso molto lungo e dipende molto da persona a persona. Non c’è un protocollo.
Invece di andare sui corsi (in italiano non so cosa ci sia sul mercato) ti consiglio di approcciarti a questo argomento tramite il seguente libro:
https://amzn.to/3FOYBnU
Un abbraccio!
Sher
Ciao!
Storia molto motivante. È bello poter leggere le tue emozioni, si percepisce la tua trasparenza.
Grazie Greta e grazie Sher
Auguri a tutti per lo studio!
Samuel
Ciao Samuel!
Grazie per il tuo tempo <3
L'anno prossimo ci sarà la tua storia sul Blog. Chissà! 😉
Sher
Che forza ragazzi!!!! E’ stata una lettura molto molto motivante! Grazie di tutto!!
Prego Maria!
<3