La paura di dover studiare tutto da capo.
La paura di non passare il test di ammissione.
La paura di confrontarsi con i genitori, parenti e amici.
La paura di sentirsi inadeguati. Di sentirsi incapaci. Di sentirsi un fallimento.
E poi quella sensazione di sentirsi estranei in casa PROPRIA!
Queste paure ed emozioni prima o poi arrivano. In tutti i casi. Durante la preparazione o dopo che non hai passato il test.
E mi dispiace dirtelo:
la gente attorno a te, molto probabilmente, è talmente impegnata nell’affrontare la propria vita che non si renderà nemmeno di conto del fatto che hai bisogno.
Genitori compresi, purtroppo.
E mi dispiace anche dirti che:
le tue paure, i tuoi fantasmi e le tue difficoltà, devi superarle tu. Da solo.
Ricordati, inoltre, che se vivrai la preparazione con queste sensazioni, il giorno del test ti sentirai:
- Nervoso perché è il grande giorno e perché 2., 3., 4.;
- Incapace perché te lo sei sempre detto (Chimica e Fisica???!! Ma sono negato!);
- Ansioso perché hai vissuto il percorso di preparazione con le paure e strumenti come le simulazioni che boosterizzano la tua ansia.;
- Dubbioso su ogni crocetta perché mentre a casa rispondevi ai quiz lo facevi solo perché dovevi fare più quiz possibili, scordandoti che per vincere contro altri centinaia/migliaia di studenti dovresti ALMENO sapere il perché di ciò che stai facendo.
Non voglio dirti cosa fare e cosa non fare. Il blog è pieno di guide e storie.
Tanto lo sappiamo già, no?
Ti iscriverai al primo corso all in one.
Studierai sul primo libro che ti verrà consigliato.
Ascolterai il primo che ti dirà come suo amicocuggino ha passato il test.
E non avendo idea di cosa stai facendo, poi d’estate ti ritroverai così:

Non potrai fare un passo in avanti.
Non potrai fare un passo indietro.
Vorrai aspettare ma non potrai perché il tempo scorrerà velocissimo.
E come pensi che andrà il test poi?
Mishal (trovi la sua storia qua sotto) è il perfetto esempio dell’immagine di sopra.
La sua situazione poteva essere proprio quella della foto.
Però cosa è andato bene?
Ha accettato l’errore che aveva fatto nella sua preparazione e ha chiesto aiuto.
Ricordati questo:
è possibile darti una mano quando fai un errore, in qualche modo, rimediabile. Ma non è possibile aiutarti, neanche un po’, se per te fare altri errori è l’unico rimedio.
Ora dovresti aver capito meglio perché non dovresti trovarti nella situazione della foto di sopra.
Poi io mi chiedo:
hai tempo. Sai che il programma è vasto. Sai che la selezione è dura.
Perché non prepararsi un attimo alla preparazione stessa?
Perché non pianificare?
Perché non ascoltare qualche persona in più che ha avuto a che fare con il test?
La storia di Mishal che trovi qua sotto è fondamentale per chiunque sta affrontando la preparazione per il test di ammissione e nel frattempo:
- Sta lavorando.
- E’ in quarta/quinta superiore.
- E’ all’università e deve fare conti con gli esami.
Lascio parola a Mishal, sperando, come sempre, di aiutarti a non fare scelte sbagliate che potrebbero allontanarti dal tuo sogno.
E non ti nego il grande onore di avere sul Blog la storia di Mishal.
Perché?
Perché si è impegnata per realizzare il bambino che era in lei. Non ha soppresso il desiderio e il sogno di lei bambina solo perché realizzarlo era difficile.
E quando il desiderio di noi bambini fa squadra con la saggezza, impegno e fede di noi adulti, è la combo perfetta.
E non sai quanto mi rende felice avere l’opportunità di accompagnare persone come Mishal nel superare uno dei tanti gradini che portano all’autorealizzazione.
E se un giorno io, te, nostri figli e chiunque di caro abbiamo, saremo dei pazienti, ci auguro di trovare futuri Mishal.
Buona lettura!

Ciao a tutti, io mi chiamo Mishal e finalmente posso raccontarvi la mia storia, e perché no, anche darvi qualche consiglio.
D’altronde se siete qui a leggerla significa che qualcosa in comune lo abbiamo e cioè un sogno da realizzare.
0/5. Da grande voglio fare la dottoressa…
Mi ricordo ancora quando da piccola mi chiedevano cosa volessi diventare da grande e io senza pensarci troppo rispondevo che sarei diventata una dottoressa, e così anno dopo anno divenivo sempre più convinta della mia scelta, tanto che arrivata in terza media ho scelto la scuola superiore in base a ciò.

Arrivata in quarta superiore faccio delle ricerche più approfondite sul test di ammissione, e decido di iniziare a prepararmi durante il quinto anno.
Iniziato il quinto anno verso dicembre decido di comprare il libro di Alpha Test di teoria e verso gennaio inizio a studiare la teoria facendo anche dei riassunti.
Il mio piano prevedeva di studiare la teoria e basta, niente esercizi o altro perché il programma era vasto e non potevo perdere tempo a fare esercizi.
Il tutto era davvero molto noioso e se avessi continuato per quella strada non mi sarei ricordata tutto per il test e sarei andata sicuramente in burn out.
Nel frattempo però ho fatto delle ricerche online per vedere come si erano preparate le persone che avevano superato il test e scopro l’esistenza di Artquiz Studio e di quanto è importante esercitarsi sui quiz, soprattutto arrivo anche a trovare la grande guida di Sheryaar, e capisco che avevo già a casa tutto il materiale che mi serviva, cioè i libri delle superiori e Artquiz Giallo.
Sempre sul Blog di Sheryaar mi metto a leggere le storie degli studenti che ce l’hanno fatta e parlano tutti di una cosa:
pianificazione.
Quindi avevo i libri e avevo un sogno ma non sapevo come usare i primi per poter trasformare il secondo in realtà.
Faccio teoria e poi quiz?
Ma se faccio i quiz adesso poi li finirò e così non va bene perché avevo letto da qualche parte che bisogna tenere la mente allenata a risolvere i quiz fino alla fine.
Quanti quiz faccio al giorno?
Quanto devo studiare al giorno?
Faccio una materia alla volta oppure tutte insieme?
Su internet trovai delle risposte parecchio discordanti e mi trovavo… persa.
Vi assicuro che procedere senza una pianificazione è come essere alla guida di una macchina, sapere qual è l’obiettivo, ma non sapere come arrivarci.
Questo è importante sottolinearlo!
Perché vedrete altre persone fare strade diverse e raggiungere lo stesso risultato.
E voi?
Cosa farete?
Non potete permettervi di copiarle, perché ognuno è diverso e proprio per questo il vostro cammino sarà diverso, ma non meno dignitoso o meno valido.
1/5. ALT! Ho bisogno di una pianificazione per il test!
Era il primo febbraio del 2021 quando decisi di contattare Sheryaar per una consulenza, sapevo della sua esistenza già dalla fine della quarta superiore, ma non avevo mai contemplato questa opzione semplicemente perché credevo di non averne bisogno, però non volevo fare alcuno sbaglio che avrebbe compromesso il mio risultato e quindi lo contattai.
Fin da subito mi ha aiutato a chiarirmi le idee e dopo la consulenza riuscivo ad avere una visione più chiara sulla strada che io avrei dovuto percorrere.
Elaborammo un piano di studio a misura per me.
Ecco, questa fu la prima vera premessa che feci con per la preparazione al test:
avrei portato avanti il piano di studio a qualsiasi condizione. Non volevo lasciare nulla al caso!
Sono partita con Biologia, la materia che mi spaventava di più, non perché fosse difficile o perché la odiassi, anzi, però come tutti sappiamo è prettamente nozionistica, le cose da capire sono ben poche di fronte alle cose da imparare a memoria.
Un altro problema era mantenere il ritmo tra l’ultimo anno delle superiori e lo studio per il test.
Per conciliare lo studio per la scuola e quello per il test facevo così:
mi alzavo la mattina presto per dedicare circa due orette allo studio per il test così poi avevo quasi tutto il pomeriggio da dedicare alla scuola, visto che avrei avuto la maturità nel giro di qualche mese.
Non è obbligatorio che voi vi alziate presto, semplicemente io sono una persona mattiniera e dopo le 18 ho un rifiuto totale di studiare, quindi questa è la soluzione che avevo adottato.
Vorrei darvi un consiglio intanto:
appassionatevi a quello che state studiando.
So che può sembrare difficile se una certa materia non vi piace, però ne vale la pena.
Mi ricordo ancora che a scuola raccontavo a dei miei compagni di classe quello che avevo studiato la mattina, ma in modo del tutto spensierato.
Per esempio un giorno avevo studiato come funziona la contrazione muscolare, ciò che avviene in corrispondenza del sarcomero e ho capito perché dopo la morte avviene un fenomeno chiamato rigor mortis.
Subito ho condiviso questo mio piccolo sapere con i miei compagni.
Un altro consiglio che mi sento di darvi riguarda i quiz che non vi escono:
fate finta di essere in un tribunale e fate la parte sia dell’avvocato difensore che di quello contro a voi e cercate in ogni modo di difendere la vostra risposta fino alla fine, finché non riuscite a convincervi del contrario.
E’ un modo molto utile di capire veramente una nozione.
Qual è l’alternativa?
Imparare a memoria.
C’era un quesito di Fisica per cui ero convintissima della mia risposta ed ero sicura che quella corretta su Artquiz in realtà fosse sbagliata.
Ho provato ad ogni modo di difendere la mia risposta, facendo tantissimi disegni sulle forze in gioco, fino a che non sono arrivata al punto di mettere a prova fisicamente il quesito.
Ho seguito pari passo quello che c’era scritto, mi serviva una bilancia, un recipiente con dell’acqua e un oggetto da immergerci.

Ho fatto l’esperimento e da lì in poi non mi sono mai più dimenticato la forza di Archimede.
2/5. L’errore che poteva costarmi caro al test!
Tornando alla preparazione: non è andato proprio tutto rosa e fiori.
In breve avrei dovuto fare teoria>quiz>ripasso>repeat, e nei primi tempi l’ho anche fatto, però mi sono accorta fin da subito di una cosa:
il ripasso era noioso e richiedeva molto tempo.
E allora, cosa ho fatto?
Semplice, ho smesso di farlo, ed è stato un grande errore.
Ecco dovete sapere una cosa: io sono una persona estremamente testarda, faccio a modo mio finché non realizzo il mio sbaglio.
Nonostante Sheryaar mi avesse sottolineato varie volte di quanto fosse importante il ripasso presente nel piano di studio, io ho deciso di non farlo.
Ben presto verso metà aprile, quando stavo finendo gli ultimi argomenti di biologia, mi sono accorta che mi stavo scordando le cose che avevo già imparato…
Panico!
Prendo coraggio e contatto Sheryaar per trovare una soluzione.

Mi dice che avrei dovuto ripassare tutta biologia subito, e di non fare lo stesso con chimica, ma di tenermela ripassata una volta che l’avrei iniziata.
Comincio il ripasso noiosissimo, lo faccio in ogni momento libero che mi capita di avere però dopo circa una settimana smetto.
Eravamo a maggio e come se la maturità non fosse abbastanza, anche i professori si erano messi di mezzo con una valanga di verifiche e interrogazioni allora dovetti mettere in pausa lo studio per il test.
Erano usciti i voti della maturità e scoprì di aver preso 100.
Chi?
Io 100?
Non ci credevo e allo stesso tempo quel voto per me non valeva niente in quanto non era quello il mio obiettivo.
Meno di una settimana dopo la maturità, verso fine Giugno, mi rimetto a studiare per il test.
Non ero in ansia, ma preoccupata e la paura di non passare il test era alle stelle
Avevo realizzato che i tempi erano stretti e il programma che Sher mi aveva creato non prevedeva lo stacco dallo studio che mi ero presa.
Mi sono rimboccata la maniche e ho cercato di darci dentro.
Cosa ho sacrificato?
Il ripasso.
Come sempre.
Chimica e Fisica per me non sono state materie molto difficili in quanto non essendo nozionistiche come Biologia, erano più facili da ricordare, sebbene un po’ più difficile da comprendere.
Verso fine Luglio ho finalmente capito che avrei dovuto ripassare biologia e chimica e così ho fatto.

Arrivata ad Agosto decisi di fare una simulazione al giorno, cosa che mi metteva molta ansia perché facevo le simulazioni così per farle e soprattutto senza un piano d’attacco.
Non andavano benissimo, dopo quasi tutte le simulazioni mi mettevo a piangere, a disperarmi e ad elaborare un piano di studio per l’anno prossimo, perché tanto quest’anno non ce l’avrei mai fatta.
Ecco sono questi momenti qui che bisogna saper gestire, i cosiddetti momenti no, il che non è facile.
Bisogna avere molta forza di volontà per andare contro se stessi per raggiungere ciò che ci sembra solo un miraggio.
Ogni volta che mi disperavo c’era mio fratello che faceva il tifo per me e mi incoraggiava, e mia madre ogni volta che poteva cercava di tranquillizzarmi, dicendomi che anche se non avessi passato il test, non sarebbe successo niente, anzi tutto sarebbe stato come lo era sempre stato.
3/5. Ultimi giorni per ottimizzare la strategia con le simulazioni
Intanto il tempo scorreva velocemente, dopo un po’ di giorni decisi di mettere in pausa le simulazioni e concentrarmi a colmare le mie lacune per poi tornare a farle le ultime 2 settimane dal test, proprio come dice Sher.
Stavolta però dovevo elaborare un piano, quindi dopo ogni simulazione su un foglio scrivevo perché avevo sbagliato ciò che avevo sbagliato e cosa avrei potuto fare per migliorarmi.
Provavo a trovare un modo per utilizzare efficacemente i tempi.
Avevo capito che quando mi davo solo un tempo totale per finire la prova (esempio 60 minuti) , allora finivo per perdere tempo su dei quesiti troppo lunghi o che non capivo.
Dovevo ottimizzare i tempi!
Ho provato diverse combinazioni, finché non ho elaborato il mio personale piano d’attacco.
Dovevo iniziare con Biologia e fare Logica alla fine, così potevo risolverla con un po’ più di tranquillità sapendo di aver risparmiato dei minuti preziosi prima.
La mia strategia era divisa in varie fasi, la prima, era suddivisa un po’ così:
10 minuti a Biologia;
15 minuti a Chimica;
5 minuti a Matematica e Fisica;
15 minuti a Logica e Cultura Generale.
Non spaventatevi so che se sommate i vari tempi esce fuori 45 minuti, ma questa è solo la prima parte.
Infatti nella prima parte lo scopo è quello di rispondere a tanti quesiti possibili e dare una letta generale a quelli più lunghi sapendoli individuare e lasciare da parte insieme a quelli che non vengono per le parti successive che prevedono di rivedere ciascuna materia però in un tempo più ridotto.
Così facendo si ha l’opportunità di vedere ogni quesito più di una volta senza però perdere tempo e accumulando più punti possibili.
Ovviamente bisogna saper valutare bene quando vale la pena di rispondere e quando no, ma questo si capisce solo dopo tanta pratica e una base di preparazione molto molto efficace supportata da un piano di studio e di ripasso.
Finalmente avevo un piano d’attacco, però man mano che il fatidico giorno si avvicinava l’ansia cresceva ed ero diventata talmente ossessionata dai quesiti che anche quando non ce la facevo più cercavo di risolverli, il risultato?
Li sbagliavo e il ciò contribuiva ad aumentare il mio stato di malessere.
Quindi era arrivata l’ora di fare una cosa molto importante, cioè allentare la presa, e soprattutto interiorizzare il fatto che non sapevo tutto e che mai sarei riuscita ad imparare tutto entro il 3 Settembre, quindi mi sono detta:
“Se quest’anno non passo, io so benissimo tutti gli errori che ho commesso e quindi il prossimo anno spaccherò il test”
Questo modo di pensare è servito molto, soprattutto mi ha permesso di staccarmi emotivamente dal test, e ad una settimana da esso mentre gli altri intensificano il loro studio, io ho fatto il processo inverso, non perché non me ne fregava, anzi era non solo il mio sogno, ma anche quello dei miei genitori, lo dovevo realizzare.
Vi ricordate quello che vi avevo detto all’inizio?
Ognuno percorre la propria strada, il segreto sta nell’imparare a conoscere se stessi e agire di conseguenza, più tempo impiegavo allo studio per il test peggio stavo e allora ho deciso di usarne sempre di meno.
4/5. Test di Veterinaria, Medicina, IMAT Farmacia e Professioni Sanitarie. Si parte!
E’ il primo Settembre.
Mi trovo davanti al posto in cui avrei dato il test per Veterinaria, il mio banco di prova per medicina.
Da qualunque parte mi giro sento persone parlare del test, sui punteggi minimi degli anni passati e cose varie, sapevo una cosa:
non dovevo ascoltarli.
Dopo i vari controlli mi ritrovo seduta al mio posto dove avrei dovuto trascorrere ancora un po’ di ore prima di iniziare il test.
Ebbene ho colto l’occasione per familiarizzare con il posto e all’idea di essere circondata da tante persone che avrebbero sostenuto lo stesso test a cui avrei dovuto rispondere io.
E’ arrivata l’ora di aprire i plichi.
La vista mi diventa più sfocata e vado in ansia per qualche minuto.
Dopo poco mi calmo e continuo a mettere in atto la mia strategia controllando come da piano frequentemente l’orologio.
Finisco la prova prima del tempo e con quello rimasto non so che farmene, il che è sbagliato, infatti poi per il test di medicina mi sono pianificata ogni singolo minuto.
3 Settembre.
Eccoci di nuovo in mezzo a moltissime persone, alle stesse conversazioni.
La differenza sta nel fatto che oggi è il giorno decisivo!
Cerco di non farmelo pesare, mi metto in disparte e aspetto il mio turno per entrare. Passati i controlli, proprio come per veterinaria, mi rimanevano da trascorrere alcune ore.
Ed eccoci di nuovo. Sono le 13 e si comincia.
60 domande non vi temo.
Applico il mio metodo: inizio subito con Biologia che si è presentata quasi in linea rispetto agli altri anni, passo a chimica e sorpresa, non ci sono molti esercizi tipo. Mi rendo conto che è un test difficile, mentre gli altri si stavano disperando sulla sua difficoltà io stavo ringraziando Dio che fosse difficile.
Se fosse stato facile allora non potevo permettermi di rischiare.
Fase 1 e 2 completate. Compilo il foglio risposte.
Sono le 14.10.
Adesso non mi manca che rivedere i calcoli e dei quesiti particolari.
14.25!
Devo controllare per l’ennesima volta la prova, cambio una risposta all’ultimo riuscendo a vedere il mio errore.
14:35!
Ricontrollo il foglio risposte e vedo che ho sbagliato a segnare una risposta, la correggo e poi fine del tempo.
Sebbene questa era la prova decisiva, io l’ho svolta con 0% di ansia (per questo dovete giocare d’anticipo e magari anche fare un test di prova).
Avevo risposto a 43 domande, non male.
Sono uscita dall’area concorsuale a testa alta e soprattutto sorridendo. Certo non sapevo quante delle mie risposte erano giuste e quante sbagliate, ma una cosa era certa:
io avevo dato il mio massimo e se non quest’anno allora sarei passata di sicuro l’anno prossimo.
Vado a casa cerco su internet le soluzioni e vedo le varie incongruenze che ci sono state nelle domande.
Secondo le ultime soluzioni pubblicate dal MUR il mio punteggio sarebbe dovuto essere 53,1.
Adesso avevo esattamente 6 giorni che mi separavano dall’IMAT. Avevo deciso di fare esercizi in inglese per tutta la settimana e anche simulazioni in inglese.
Nonostante io ci abbia provato, il giorno del test non ero arrivata nelle migliori delle condizioni, e un po’ anche con la presunzione di aver superato quello di medicina, non mi ero preparata al massimo mentalmente.
Infatti non andò benissimo. Ma ormai non mi importava.
14 Settembre.
Eccoci per l’ultima volta in un posto con tante altre persone per rispondere alle stesse 60 domande.
Il test delle Professioni Sanitarie non si è rivelato troppo complesso. Soprattutto per via del ripasso fisiologico, che era sempre presente nella pianificazione che Sher mi aveva fatto, sembrava quasi di avere davanti gli stessi quesiti che avevo rivisto tante volte a casa.
Grazie al mio piano di attacco sono riuscita a passare al setaccio la prova per più di 3 volte.
Essenziali sono stati anche i diversi segni che ho fatto di fianco alle varie domande proprio per soffermarmi su particolari quesiti e non su altri.
5/5. Iniziano ad arrivare i risultati dei test. Finalmente!
Mentre aspettavo i risultati di medicina sono usciti quelli di Farmacia.
Faccio il login e sorpresa:

sono arrivata seconda.
Ancora una volta proprio come per il voto della maturità questa vittoria per me non aveva alcun valore, però ora sapevo che avevo un piano di riserva.
I giorni tra il test e la pubblicazione delle graduatorie sono stati molto stressanti. Sapevo di essere passata da qualche parte e probabilmente anche nella mia prima scelta, ma il mio risultato sarebbe benissimo potuto essere compromesso se avessi fatto qualche errore nella compilazione del foglio risposte oppure dell’anagrafica.
17 settembre escono le graduatorie anonime.
Cerco subito le ultime cifre del mio codice etichetta e trovo proprio il punteggio che avevo calcolato.
Nel pomeriggio poi sono uscite le graduatorie anonime nazionali stilate da privati e non ci potevo assolutamente credere…
1730 esima!
Se solo un mese prima qualcuno mi avesse detto che sarei arrivata tra i top 2000 gli avrei riso in faccia.
Era incredibile!
Adesso un altro pensiero assillava la mia mente:
maaaa sei sicura che hai compilato bene il foglio dell’anagrafica?
A questo punto sapevo che sarei passata alla mia prima scelta oppure non sarei passata affatto per via di qualche stupido errore.
Aspettai fino al 24, quando finalmente potei accertare con i miei stessi occhi che avevo compilato tutto bene.
Ebbene ora ci voleva solo la conferma ufficiale.

Arrivò il 28 e non persi molto tempo e nel giro di 3 ore mi immatricolai a Medicina a Modena, la mia prima scelta!
Poi sono andata a vedere la graduatoria di veterinaria e ho scoperto di essere passata anche li.

Lo stesso giorno è uscita anche la graduatoria delle Professioni Sanitarie, sono arrivata quarta in fisioterapia (su 331 candidati) e undicesima nella graduatoria generale (su mille persone).


Insomma quadrupla vittoria!
Il mio posto verrà dato a qualche altra persona che sicuramente sarà un fisioterapista migliore di me e a qualcun altro che sarà un veterinario eccezionale.
Quando leggevo le storie di altri studenti sul blog di Sheryaar, non avrei mai creduto che un giorno sarebbe toccato a me.
Ora voi sapete la mia storia e io aspetto di leggere la vostra perché anche se non credete in voi stessi, io ci credo.
Ne siete degni, ne siete meritevoli.
Guadagnatevi il posto dei vostri sogni!
Fino ad allora, aspetto il giorno in cui saremo tutti colleghi.
Un abbraccio!
Mishal
Ciao Sheryaar, grazie per le storie. Le ho lette tutte e sono tutte piene di consigli e tanta motivazione. Le leggo con tanto interesse.
Avevo una domanda.
Perché i corsi all in one non vanno bene? Mi sono iscritto ad un corso che solo di Chimica contiene circa 10 ore di lezioni online. Non pensi siano sufficienti?
Martino
Ciao Martino! Grazie per il feedback. I corsi online all in one non vanno bene per 804 motivi e 982 osservazioni a catena che posso farti. 1. Ti sfido a studiare tutta Chimica su un corso di 10 ore e fare una lezione con me. 2. I corsi di questo tipo trattano argomenti del bando (grazie al c.) in maniera singolare senza entrare in quello che si chiama deep content e deep linking e dando a te la responsabilità di capire l’argomento. Ricordati che ascoltare una cosa e capirla sono due livelli differenti. Così come raccontarla, spiegarla o insegnarla sono… Leggi di più
Non la penso esattamente così. Avere persone diverse che spiegano mi intrattiene molto di più rispetto ad un libro
Lo studio non deve essere intrattenente.
Deve essere noioso, difficile e che ti faccia crescere (emotivamente e nozionisticamente).
L’intrattenimento serve ad altro, non per studiare, soprattutto Chimica.
Mi dispiace!
Sheryaar
Mamma che brividi ragazzi. Ho iniziato a studiare da qualche mese e stavo già pensando di mollare. Mi avete dato una carica pazzesca!
Grazie Rebecca!
Sono contentissimo che la storia di abbia aiutato.
Sheryaar
Ciao Sheryaar. Secondo te è tardi per iniziare a prepararsi da zero per il test di medicina di quest’anno?
Purtroppo io non ho fatto lo scientifico e sono 5 anni che non tocco libri.
Grazie intanto per questa bellissima storia!
Ciao Nella!
Non so come risponderti perché non ho una risposta. Non ti conosco!
So solo dirti che se inizi ora è molto meglio di iniziare domani.
Sheryaar
Grazie per avermi sputato la verità in faccia Sher! Ogni parte della tua premessa l’ho sentita come una freccia che invece di far male mi ha reso ancora più consapevole..
Purtroppo anch’io sono caduto nel tranello del “ti consiglio questo libro e questo corso perché ho superato il test” e stavo cercando di convincermi che forse ero io a non essere portato per la preparazione e materie scientifiche.
Rifletterò meglio sul da farsi..
Grazie ancora
Ciao Riccardo!
Prenditi del tempo e riparti con più consapevolezza.
Tifo per te!
Sheryaar