anna test di ammissione ostetricia 2022

Prova a ragionare un attimo…

Se riprovi il test per la seconda, terza o quarta volta e hai 20, 21, 22, 23… 30… 40 anni, cosa ti aiuterà a superarlo per avere il tuo posticino all’università?

Un manuale di preparazione nuovo ogni volta?

Un corso di preparazione nuovo?

Un insegnante privato nuovo?

Anche perché è un po’ quello che fate, no?

Non passate il test e presi dal panico più totale iniziate a cambiare metodo, pianificazione, materiale, ecc…

Se non passi il test una o due volte, alla terza non sarà il manuale nuovo o un altro corsettino ad aiutarti a superarlo.

E’ semplice:

scambiate gli strumenti per mezzi. La preparazione con studiare per avere la coscienza pulita. Il fallimento al test lo vedete come rivelazione divina che manda a quel paese l’autostima e qualsiasi certezza.

Se cambiando il materiale o il corsettino le cose non cambiano, anzi, spesso peggiorano, forse, il cambiamento parte da voi? 

Ogni anno mi capitano decine di studenti nelle consulenze che pur avendo fatto il test 2/3 volte hanno da dirmi questo:

non ci riesco e non sono capace.

Insomma:

3 anni di preparazione con il test non andato a buon fine per constatare che non ci riesci e non sei capace?

Ecco un po’ il segreto:

per cambiare il risultato devi cambiare te stessa/o.

E per farlo serve un percorso, delle certezze, un riferimento. Non si cambia improvvisamente.

Serve un processo.

Prima prepari gli strumenti. Poi ti prepari
Prima prepari gli strumenti. Poi ti prepari

Lento, paradossalmente sereno e difficile, con tanto desiderio di essere sulla strada giusta.

Questo è quello che ha fatto Anna per il test di ammissione a Ostetricia:

non perdersi nel vortice di fallimenti e pregiudizi stupidi, come ad esempio, il fatto che senza avere fatto il Liceo Scientifico non ci si possa preparare per il test.

Il percorso di Anna non è stato assolutamente facile:

l’intelligenza emotiva straordinaria le ha permesso di affrontare tutto il processo, dall’inizio fino alla fine, senza farsi coinvolgere dalle difficoltà.

Per me aiutare studenti che non capiscono nulla di Chimica è molto facile.

Lo stesso vale anche per Fisica. 

Ma aiutare qualcuno che ha mollato il processo è impossibile. E spesso si è lì lì per abbandonare la nave.

Ma non devi, a qualsiasi condizione, come ha fatto Anna.

Lascio la parola a lei.

Buona lettura!

Test Ostetricia: superarlo senza basi scientifiche. Storia di Anna

anna test di ammissione ostetricia 2022

Ciao!

Sono Anna e, anche se ancora per poco, ho 20 anni.

Sin da quando ero piccola, tutti mi dicevano che sarei stata “portatissima” per fare l’insegnante di scuola primaria, perché dolce, paziente ed empatica.

E a me, effettivamente, i bambini e la psicologia piacevano; così, dopo le scuole medie, decisi di iscrivermi al liceo delle scienze umane.

Non mi sono mai pentita di questa scelta e, anzi, ricordo i miei 5 anni di liceo come uno tra i periodi più belli della mia vita, nonostante le infinite versioni di latino e Freud che saltava fuori immancabilmente in ogni occasione.

Chi attirava, però, davvero la mia attenzione non era il famosissimo psichiatra austriaco, ma Socrate, maestro e padre della Maieutica, l’arte del “tirar fuori” la verità da dentro di sé. Ricordo quanto fossi, già da anni, affascinata dalla figura dell’ostetrica – tra l’altro, professione della madre del filosofo – e quanto, di conseguenza, apprezzassi anche la pedagogia costruita su questa metafora.

Gli anni passavano e io mi convincevo sempre di più che “da grande” avrei fatto l’ostetrica, senza se e senza ma.

Se non fosse, che, ad un certo punto, tutto l’entusiasmo svanì: per curiosità mi misi a guardare le università a me vicine che offrivano il corso e il numero di posti disponibili. Si aggiravano tra i 20 e i 25, pochissimi rispetto al numero di persone che facevano domanda.

Panico.

Da quel momento il mio piano cambiò, non credevo più tanto in questo sogno e riuscivo solo a ripetermi

“ma figuriamoci se al test non esistono 25 persone, che hanno fatto il liceo scientifico, più preparate di me! Fa ridere anche solo pensare di provare…”.

Abbandonai, quindi, il mio sogno e, complice anche il sentirmi ripetere da una vita che sarei stata un’ottima insegnante, finito il liceo mi iscrissi con convinzione a Scienze della Formazione Primaria.

Anche questo corso di laurea era ad accesso programmato nazionale e trascorsi, così, l’estate a preparami senza troppe difficoltà per il test d’ammissione. Arrivai tra i primi 20 in una graduatoria di 600 persone e, contenta del risultato, mi immatricolai entusiasta di cominciare un nuovo cammino.

Passarono i mesi e, nonostante mi piacesse ciò che studiavo, non ero del tutto convinta. L’interesse verso il corso di studio che avevo scelto non scemò, ma il richiamo verso la professione – o meglio: vocazione – dell’ostetrica si ripresentò più forte di ogni altra cosa.

Sono due percorsi e lavori certamente diversi, ma con una matrice comune: “prendersi cura” della vita, in ogni fase e bisogno.

E, così, al termine del primo anno, finita la sessione estiva, mi decisi a prepararmi per il test d’ammissione.

Risultato?

Dopo aver dato 9 esami annuali in 2 mesi, la concentrazione per studiare pure ad agosto, al mare, mi mancò e mi ritrovai all’inizio di settembre avendo fatto poco e niente.

Fu in questo periodo che trovai il blog di Sher: cercavo del materiale semplice e riassuntivo relativo al programma di chimica e mi imbattei sulla pagina del suo blog in cui si potevano scaricare delle dispense gratuite create da altri studenti.

Con i manuali di preparazione non mi stavo trovando bene, le mie basi, infatti, in materie come chimica e fisica soprattutto, erano insufficienti se non, in alcuni casi, inesistenti.

Iniziai acquistando il corso sulla nomenclatura inorganica, WIKIMICA, per poi finire a comprarli tutti: TESTKO, CODICE CARBONIO e REDOX.

Questi corsi sono stati strumenti fondamentali della mia preparazione, riuscivo a cogliere nell’immediato nozioni che non avevo mai studiato e che mai avrei pensato potessero risultare così interessanti.

All’inizio di settembre decisi di contattare per la prima volta Sher, raccontandogli ciò che era successo in quell’estate e quanto fossero stati utili i suoi corsi.

Ricordo che, per ringraziarmi di avergli scritto, mi regalò la versione più completa del corso Codice Carbonio.

Quell’anno al test feci 40 punti, avendo studiato poco più di 2 settimane.

Non mi bastarono per entrare a Ostetricia, essendo un corso ad altissima concorrenza, ma furono fondamentali per capire che potevo farcela, che non era un sogno impossibile e che non facevo così schifo come mi ero ripetuta fino a quel momento.

Decisi che ci avrei riprovato.

Come regalo di compleanno chiesi ai miei genitori la consulenza con Sher, verso fine ottobre.

A questo punto avevo un piano perfettamente organizzato, sapevo cosa dovevo fare e quando, e quali libri utilizzare.

Restava solo da decidere come gestire il nuovo anno di Scienze della Formazione Primaria, quanti esami dare e quanto frequentare.

Artquiz: il libro più intimo dopo la consulenza
Artquiz: il libro più intimo dopo la consulenza

I mesi passavano e io seguivo il piano che mi aveva meticolosamente creato Sher, fino a quando non arrivò il periodo della sessione invernale e del tirocinio.

Non riuscii a restare al passo e rimasi parecchio indietro, rispetto al piano, con chimica.

Sher mi scriveva ogni due settimane da quando mi aveva organizzato il piano di studio, mi chiedeva come stessi e come procedesse il tutto; così, una sera gli raccontai la situazione e lui, appena letto il messaggio, nel bel mezzo della notte e in modo totalmente gratuito, si propose di rifarmi la consulenza riorganizzando il piano in base al tempo che mancava per il test.

Rido ancora ripensando alla nostra videochiamata delle 2:00 del mattino: ricordo chiaramente che Sher, divertito, mi disse

“Beh… effettivamente una consulenza in piena notte non mi era, ancora, mai successa!”.

Questo gesto mi fece capire quanto Sher tenesse davvero alla mia preparazione e quanto mi fosse alleato nella realizzazione del mio sogno.

Chiaramente riutilizzai tutti i corsi che avevo comprato nel settembre precedente e, in aggiunta, acquistai anche WIKIBIO, l’e-book di biologia. Inutile dire, anche in questo caso, che si rivelò uno strumento utilissimo.

Wikibio e popcorn!
Wikibio e popcorn!

La preparazione procedeva, i mesi procedevano.

Io facevo del mio meglio per conciliare università, lezioni ed esami con lo studio per il test, che rimaneva la mia priorità.

A fine giugno, a distanza di due mesi dalla prova, arrivò, però, una notizia che non mi aspettavo e che mi destabilizzò parecchio: le domande di matematica e fisica sarebbero aumentate da 8 a 15, e così anche quelle di biologia e chimica, a discapito di logica e cultura generale.

Sapevamo già da mesi che il MIUR aveva in mente un cambiamento, ma nessuno si aspettava questo!

Biologia e chimica non mi preoccupavano, ma matematica e fisica… parecchio.

Scrissi a Sher in preda alla disperazione, ero convinta che con queste modifiche non avrei avuto alcuna possibilità di coronare il mio sogno.

Sher mi riportò presto alla realtà, smontò ogni mia preoccupazione e mi fece capire che non avevo nulla da temere:

il piano di studio che mi aveva preparato e che stavo seguendo, ormai, da diversi mesi era, infatti, pensato per possibili cambiamenti di questo tipo.

Non restava che dedicarsi allo sprint finale.

Una meravigliosa compagnia...
Una meravigliosa compagnia…

Trascorsi l’estate in casa a studiare e, solo verso la fine, iniziai a cimentarmi nell’esecuzione di qualche simulazione. Infatti, come opportunamente consigliato da Sher, durante l’anno feci solo esercizi suddivisi per argomento, mai vere e proprie simulazioni.

Il 15 settembre arrivò: non sono mai stata una persona sicura di sè, perciò anche in questo caso, nonostante fossi cosciente di essermi preparata e di aver fatto tanti sacrifici, trascorsi tutta la sera precedente a piangere, immaginandomi ogni possibile scenario negativo.

Sentivo la pressione del mio intero futuro racchiusa all’interno di un’unica prova.

Arrivai in università 1h e 30min prima e mi misi a chiacchierare con altri ragazzi che aspettavano come me di sostenere il test.

I cancelli si aprirono, mi assegnarono l’aula e mi sedetti in attesa di ricevere il fantomatico plico.

Ci diedero il via e, sorpresa, notai che nel mio ateneo il test – a differenza di quello degli anni precedenti – era misto, ovvero le domande non erano divise per materia ma ordinate in modo casuale.

Questa diversa suddivisione non mi spaventò, sapevo benissimo come muovermi grazie a TESTKO, il corso di Sher sulla strategia.

Come programmato, iniziai dalle domande di logica, passando poi a quelle di comprensione del testo, biologia, chimica e, infine, matematica e fisica.

Una settimana dopo, il 22 settembre, uscirono i risultati, arrivai 64esima in una graduatoria di circa 450 persone e gli ammessi erano solo 50.

Ero fuori per un pelo.

Con Sher analizzammo la mia prestazione. Mi fece capire che, nonostante la buona preparazione che mi aveva permesso di rispondere in modo corretto a tante domande, avevo commesso degli errori di strategia: mai rispondere a una domanda se non si è sicuri al 100%. 

La mia posizione era, infatti, l’esatto risultato di questo connubio.

I giorni che separavano l’uscita della graduatoria dal primo scorrimento furono i più difficili, da un lato avevo modo di sperare, ma dall’altro non vi erano sicurezze.

Il 3 ottobre, finalmente, venne pubblicato l’avviso:

E’ verde! <3

ero dentro, non ci potevo credere.

Scorrono scorrono...
Scorrono scorrono…

 

A distanza di qualche giorno, le riflessioni e i pensieri sono tanti.

È stato un anno impegnativo.

A parte in biologia e cultura generale (che poi è stata più o meno tolta), avevo basi scarsissime in tutte le altre materie del test. Ma – con tanto impegno e determinazione, e gli strumenti giusti – sono riuscita a prepararmi mentre studiavo anche all’università.

In ogni momento sapevo di poter contare su Sher e, ogni qual volta andava male qualcosa e mi facevo prendere dallo sconforto, mi bastava ricordare che lo stavo facendo per me, per il mio futuro.

Nessuno avrebbe fatto il test per me, tenere duro era d’obbligo, non potevo mollare!

Oggi, sorrido amaramente ripensando a quanto possa essere stata stupida 2 anni fa a privarmi della possibilità di inseguire il mio più grande desiderio, per paura e perché non credevo nelle mie capacità.

Non avevo neanche voluto provare il test, talmente ero certa di un fallimento.

Se stai pensando di rinunciare al tuo sogno di diventare medico, logopedista o infermiere, solo perché “non hai fatto il liceo scientifico”, stai sbagliando.

A me nessuno aveva detto che non fosse determinante la scuola da cui provenivo, ma io, così come potrebbe fare ogni altro studente che ce l’ha fatta, lo dico ora a te.

Chiunque deve prepararsi per superare questi test, anche chi ha già delle basi. Non ti far fermare da pensieri auto-sabotanti.

Analizza la tua situazione razionalmente, cerca di capire quali sono gli argomenti su cui devi lavorare e datti la possibilità di farlo, ma non permettere a timori e insicurezze di determinare chi sarai “da grande”.

E, mi raccomando, non pensare di essere in ritardo solo perché entri dopo 1 o 2 anni, o perché hai sbagliato strada e hai il coraggio di cambiarla.

Tantissime persone dopo le superiori sbagliano strada, ma semplicemente si arrendono.

A 20, 21, 22 anni si è tutto fuorché in ritardo per sognare.

Un abbraccio e un augurio di cuore per il tuo futuro,

Aggiornamento dell’8 novembre:

21 anni, alla fine, li ho compiuti!🎉

Lezione all'Università
Lezione all’Università

E li ho compiuti proprio a Mantova, città dove mi sono trasferita per frequentare la facoltà che ho sempre desiderato.

Città che, nella mia mente, ora non significa più solo arte, affreschi e palazzi rinascimentali, ravioli alla zucca, piazze medievali e natura – ma anche futuro, sogni.

Tra una lezione di anatomia e una di biochimica, io e miei compagni stiamo iniziando a porre le basi per quella che sarà la nostra professione:

i nostri occhi innamorati quando si tocca l’argomento “mamme, pance e bambini” potrebbero parlare per noi.

Perciò… eccomi qui, non potrei sperare in momenti di vita più felici!

Un abbraccio e buona realizzazione di sogni a tutti,

Anna

Sheryaar
Sheryaar

28 anni. Fisioterapista e studio Economia. Dal 2014 mi occupo della preparazione al test di ammissione a Medicina e Professioni Sanitarie tramite consulenza, lezioni private, guide e corsi.

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Rias
Rias
8 giorni fa

Un grande grazie ragazzi per questa testimonianza. Trovo queste storie piene di coraggio e voglia di farcela ad ogni costo.. Chissà se ce la farà anch’io

Rias

Carol
Carol
8 giorni fa

Ciao Sher e grazie ad entrambi per questa storia… Volevo chiederti se secondo te sarebbe meglio fare il test tolc medicina ad aprile o a luglio? E una pianificazione fatta con te mi preparerebbe anche per settembre per il test di professioni sanitarie? grazie ancora!

Matteo
Matteo
8 giorni fa

Grazie ragazzi!!!

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