superare il test di logopedia a 27 anni arianna

E’ sempre un grande onore per me, ogni anno, scrivere la prefazione delle storie dei miei studenti.

Quando finisce un percorso con uno studente e me lo ritrovo qua sul Blog a raccontare la propria storia è come se tutto si incastrasse perfettamente.

Vederli e lavorare assieme per diversi mesi genera un legame molto forte. Direi quasi intimo.

Aiutarli, seguirli, conoscerli e incoraggiarli nei momenti più difficili della preparazione è una grande responsabilità, soprattutto quando si ha a che fare con studenti che hanno un obiettivo finale in comune:

aiutare il prossimo.

Un obiettivo che diventa un sogno, non facile da realizzare per la mole di studio, ma è sempre lì, che bussa ogni sera alla porta.

E spesso non si ha nemmeno idea di quando questo sogno si realizzerà.

Questo l’unico motivo per cui a lezione ci tengo tantissimo a:

  1. Tirare fuori il massimo dell’impegno da ogni studente. E questo richiede un enorme sforzo da parte mia. 
  2. Richiedere la massima fiducia in me e in se stessi. E questo richiede une ENORMISSIMO sforzo da parte dello studente.

Quest’anno (2022) ho avuto il piacere di conoscere Arianna: una cantante e insegnante di canto che voleva entrare a Logopedia.

E sai cosa è veramente figo?

Che anche Marco e Lara, due studenti che ho seguito degli anni precedenti, erano due cantanti e hanno superato il test di Logopedia.

Trovi la loro storia qua:

→ Storia di Lara

→ Storia di Marco

In 10 anni di insegnamento Arianna è stata l’unico studente che non mi ha mai manifestato esplicitamente il dubbio di non farcela. 

Lei sapeva che poteva farcela ma, semplicemente, non sapeva come.

Allo stesso momento era anche consapevole di tutte le difficoltà che doveva superare.

Ma questo non basta.

Sapere che ci sono difficoltà e il desiderio di farcela non bastano sempre, purtroppo.

Quello che a volte serve, soprattutto se parti da zero, è accettare l’imperfezione.

Di non avere paura dei giorni non perfetti in termini di preparazione per il test.

Perché dopo, dopo la paura, una volta che hai fatto il percorso più adatto a te, sicuramente c’è una emozione ancora più forte, ma bella, veramente bella.

E il coraggio di Arianna nel credere in se stessa, nei giorni imperfetti e soprattutto nel percorso che abbiamo fatto un passo alla volta, è lodevole.

Ed è un grande onore per me sapere che un giorno, tra qualche anno, dall’altra parte ci sarà Arianna, con la sua sensibilità, quasi terapeutica, ad aiutare il prossimo.

Lascio la parola a lei!

Buona lettura!

Test Logopedia: superarlo a 27 anni senza basi scientifiche. Storia di Arianna

superare il test di logopedia a 27 anni arianna

Ciao, mi chiamo Arianna e ho 27 anni.

Ad Aprile dell’anno scorso (2021) mi sono laureata in Canto moderno.

Ho da sempre una grande passione per il mondo della comunicazione, dallo scambio a cui essa porta, sia in ambito artistico che divulgativo, fino ad arrivare al dialogo nella sua forma più elementare, intima e profonda.

Nonostante ciò, sono stata dotata fin dall’infanzia di una grande timidezza sfociata in una sorta di mutismo selettivo che, in adolescenza, sembrava escludermi da una una grande fetta di relazioni emotive o discorsi collettivi, impedendomi di vivere davvero.

Racchiudevo in me tutta la sofferenza di non riuscire ad andare d’accordo con le parole.

Difficile spiegare quanto fosse importante avere un canale espressivo con cui riuscire a trasmettere i miei pensieri e quanto, ancora oggi, io mi senta fortunata ad averlo trovato nella musica.

Ho portato dentro per anni il desiderio costante di sentirmi utile riuscendo a prendermi cura degli altri.

Probabilmente, le scelte che ho fatto fin ora sono state guidate proprio da questa esperienza.

Credo che, in fondo, ognuno faccia un percorso e, a tempo debito, capisca verso cosa confluiscano tutte le passioni e gli sforzi di cui si fa carico.

Avevo in mente di iscrivermi al corso di logopedia, presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II, ancor prima di finire la triennale in Canto.

Ho provato a studiare, per preparare il test di ammissione, durante la scrittura della tesi di laurea ma quando mi sono accorta che questa richiedeva la maggior parte del mio tempo e della mia concentrazione mi sono rassegnata al fatto di dover ancora aspettare.

Per fortuna, so essere paziente e questo negli ultimi anni è stato fondamentale.

Dopo essermi laureata, il desiderio di continuare gli studi in ambito sanitario è diventato più forte, ma le materie da studiare per l’ammissione sono vaste ed io, pur avendo un diploma scientifico, avevo alle spalle il liceo da ormai 7 anni.

Inoltre ero piena di ricordi legati alle difficoltà avute già allora in materie come Matematica, Fisica o Chimica. Era Dicembre, ed io la mattina prestavo Servizio Civile presso un ufficio, così ho iniziato a provare qualche test, messo a disposizione online, senza troppe aspettative.

Poi, ho cominciato a fare dei quiz di biologia per argomento, sempre online. Finché la seconda settimana di dicembre non sono andata in libreria con il mio ragazzo, a cui avevo accennato saltuariamente questo mio desiderio verso il percorso di studi di logopedia, e lui mi ha regalato il libro giallo di ArtQuiz.

Credo che da lì sia partito il mio studio per il test.

Ho iniziato a studiare guardando i quiz e poi studiando la teoria e all’inizio è stato un lavoro enorme perché cercavo di scrivermi su un quaderno tutte le domande e tutte le risposte che leggevo.

Ho rischiato di trascrivere tutta la storia di Italia prima di rendermi conto che ci avrei ricavato solo una forte tendinite.

Abbandonato questo metodo, mi sono dedicata solo alla biologia.

Studiare biologia mi ha affascinata al punto che pensavo di poter affrontare con lo stesso spirito anche lo studio della chimica. La realtà è stata abbastanza diversa. Non ero in grado di ordinare gli argomenti e restituirgli un filo logico.

Non ero in grado di trovare neanche la giusta motivazione.

A marzo ho iniziato ad avere i primi dubbi.

Era la cosa giusta prendere un’altra laurea?

Affrontare altri anni di università?

Studiare per un anno senza sapere se sarebbe davvero servito o se, alla fine, sarei riuscita a preparare tutte le materie?

Ho iniziato a cercare su internet qualcuno che potesse raccontarmi una storia somigliante alla mia ed ho trovato il blog di Sher.

E’ stato intenso scoprire che c’erano state persone che come me, dopo un percorso di canto, avevano scelto di fare logopedia.

Ma ancora più bello è stato leggere storie tra loro diverse.

Mi ha fatto capire che non esiste un percorso lineare e prestabilito per raggiungere lo stesso obiettivo, che ognuno ha la sua storia.

Cosa ci accumuna?

Credo la determinazione e, se Sher mi permette di dirlo (ciao Sher, hai visto quanto ho scritto? LOL) e vuole inserirlo nella mia storia, avere una guida come Sher, appassionata del suo lavoro.

Ho iniziato il percorso con Sher e più andavo avanti, più sentivo che il carico diventava leggero.

Non ho mai dubitato delle sue capacità perché quello che mi è stato assolutamente chiaro fin dall’inizio era il fatto che fosse importante per lui quanto per me raggiungere quest’obiettivo.

A Maggio, ho deciso di farmi aiutare nel piano di studi tramite consulenza e già dopo il primo mese sentivo la differenza nell’avere un’organizzazione funzionante.

Con Sher abbiamo organizzato il piano di studi in modo da finire il programma di biologia, che già avevo in parte affrontato, entro le prime settimane di giugno, per poi dedicarmi completamente al programma di chimica, senza tralasciare, sia durante lo studio della prima che della seconda, matematica e logica.

Il programma è stato strutturato dopo la consulenza in base alle ore avevo a disposizione per lo studio del test.

Gran parte del tempo è stato dedicato alle materie che richiedevano uno studio più approfondito.

Abbiamo deciso di rimandare lo studio della fisica finché il programma di chimica non fosse stato ultimato. Logica e matematica l’ho studiata, come da piano di studi, a partire dai quiz per arrivare ad approfondire quello che riuscivo a capire.

Per fortuna in questo caso ho seguito i consigli di Sher, altrimenti partendo dalla teoria mi sarei trovata a studiare un mare di argomenti senza capire prima di tutto come venissero trattati nei quiz.

In chimica e biologia, invece, abbiamo abbinato teoria e quiz.

Per biologia studiando la teoria per macro-argomenti e facendo i rispettivi quiz alla fine di ogni capitolo.

Molto utile è stato il libro Wikibio dove ogni argomento viene trattato in modo semplice ed accessibile senza però tralasciare dettagli importanti della materia.

La perplessità che, infatti, avevo comunicato a Sher era proprio di non riuscire a trovare dei testi che mi fornissero delle spiegazioni chiare ma anche approfondite per un programma vasto, come quello che viene proposto per il test, per una materia come biologia.

Purtroppo sarebbe bello dire che è stato un percorso in discesa ma in tanti momenti ho avuto difficoltà a crederci e ci sono stati giorni in cui ho avuto difficoltà a studiare proprio per questo.

Giorni in cui non volevo far niente, giorni in cui, pur consapevole della poca concentrazione, provavo a fare un minimo.

Marvin, la compagnia migliore <3

Ed ho avuto davvero paura.

Credo che più della paura di non farcela io avessi paura di superare il test.

Molte volte si sono presentati dubbi sulla scelta che stavo facendo e molte volte ho considerato l’idea di non essere all’altezza per un lavoro che richiede tanta responsabilità verso il prossimo.

Ho avuto paura di non sostenere i ritmi universitari degli anni che sarebbero venuti.

Quando ho parlato con Sher, a confortarmi è stato il fatto che non cercasse di darmi rassicurazioni ma mi dicesse davvero come la pensava, da persona che aveva fatto lo stesso tipo di percorso.

In estate ho iniziato a lavorare la sera come cantante per eventi.

La mattina mi svegliavo presto e studiavo fino all’ora in cui dovevo andare a lavoro e poi finivo di lavorare tardi e ricominciavo la mattina presto.

Non sono stata perfetta, non tutti i giorni ho reso nello studio come avrei voluto.

Non tutte le mattine mi sono svegliata presto per studiare e, alcune volte, mi sedevo alla scrivania con la sensazione di non toccare i libri da mesi.

Nonostante questo, con pazienza, riordinavo le idee e riprendevo lo studio.

Inoltre, a giugno ho iniziato anche il percorso di chimica tramite lezioni private con Sher e mi ha dato proprio quello che stavo cercando: la passione per quello che stavo studiando.

A lezione con Sher. La Chimica, quella vera!

Avevo letto nelle storie di quanto fosse stato importante per i suoi allievi aver ricevuto questo e sono stata felice fosse lo stesso anche per me.

In chimica ho fatto un passo dopo l’altro, con calma e sicurezza.

Appunti di Chimica

Soffermandomi sulle cose meno chiare e lasciando che si collegassero senza forzature all’argomento successivo.

Oltre alle lezioni individuali che settimanalmente facevo con Sher, per accelerare con i tempi, ho affrontato la nomenclatura con il corso Wikimica, la chimica organica con Codice Carbonio e, per finire, le reazioni con Redox. 

Schermata del corso REDOX

Le spiegazioni contenute in video brevi, schematici ma dal linguaggio semplice, mi hanno aiutata a non sentire la difficoltà nell’apprendere.

Soprattutto, ogni corso sembra strutturato appositamente per rispondere in modo efficace ai quiz del test di ammissione.

Si ha davvero l’impressione che nulla sia lasciato al caso.

L’emozione più bella è stata riguardare i quesiti più difficili e riuscire a risolverli da sola.

Sul finire delle lezioni e dell’ultimo argomento mi sentivo molto stanca, ma felice. Non solo delle nozioni apprese ma del metodo di studio e della maniera in cui il mio modo di ragionare sui problemi fosse cambiato.

Da maggio fino ad agosto ho avuto un quaderno su cui, sempre su consiglio, ho trascritto il numero dei quiz, divisi per argomento, su cui avevo avuto difficoltà o a cui avevo risposto in modo errato.

In questi mesi, due volte a settimana ho aperto questo quaderno e cercato di approfondire le cose che continuavo a sbagliare, riguardando i quesiti in modo da memorizzare l’errore ed evitarlo in futuro.

Le ultime settimane con Sher abbiamo focalizzato l’attenzione sugli argomenti di Chimica che restavano da studiare e sul ripasso strategico dedicato alle altre materie. Ho dedicato ogni giorno al ripasso di matematica, logica e biologia, partendo dai quiz che avevo contrassegnato come più complessi sul mio quaderno (almeno un’ora per materia).

Altre 3 ore le ho dedicate al ripasso e allo studio della chimica.

I giorni prima del test mi sentivo consapevole di tutto il lavoro fatto e anche dei miei limiti.

La felicità di essere arrivata a quel punto sovrastava la preoccupazione che le cose potessero non andare.

Inoltre, avevo già avvisato Sher che c’era la possibilità che non si sarebbe liberato di me a Settembre.

Ho pensato che, in fondo, ognuno ha i suoi tempi e che se per accedere alla facoltà di logopedia mi fosse servito un altro anno, avrei studiato per un altro anno.

Ho cercato di apprezzare davvero il lavoro fatto, l’impegno e la determinazione.

Lo studio, alla fine, richiede tempo e se qualcuno decide di dedicarlo per fare il lavoro a cui aspira, non può dire di averlo sprecato.

Le ultime due settimane prima della prova ho iniziato a fare le simulazioni per trovare la strategia da usare durante il test.

Iniziare dalle domande di Biologia? Chimica? Matematica? Logica?

Ho seguito tutto il corso di TESTKO per farmi un’idea di come usare le simulazioni della prova per creare una strategia.

Nel corso di queste due settimane ho cambiato diverse idee ma, alla fine, ho deciso di partire da un presupposto:

evitare il più possibile di dare risposte sbagliate.

Ho deciso che avrei letto tutto il questionario una prima volta e poi dalla seconda lettura avrei dato solo le risposte di cui ero certa.

Il 15 settembre, seduta al mio banchetto, ho aperto il questionario ed ho fatto esattamente così.

Guardavo spesso l’orologio per capire quanto tempo era trascorso e quanto ne restasse.

Dopo aver risposto ai quesiti su cui mi sentivo più certa, ho sbarrato con grande attenzione (guardando più volte il numero della domanda sul questionario e quella del foglio risposte e la rispettiva lettera giusta) la lettera che corrispondeva alla risposta giusta per ogni domanda data.

Dopo aver fatto questo, mi sono dedicata a risolvere i quesiti di matematica e logica che richiedevano un po’ di tempo in più.

Ho segnato anche qui con grande attenzione le risposte sul foglio da consegnare.

Mi ero ripromessa di prestare davvero grande attenzione a segnare la risposta giusta perché durante le simulazioni fatte mi ero resa conto di fare questo errore: rispondere bene ma tracciare sulla lettera sbagliata il segno.

Per finire ho letto i brani del questionario.

Ho evitato di rispondere alle domande che mi sembravano ambigue, ho contato più volte il numero di risposte date e mi sono accorta di aver raggiunto quello che, prima del test, avevo stabilito potesse essere un buon punteggio.

Infatti le simulazioni, fatte alla fine del percorso di studi, qualche settimana prima del test mi sono servite a:

  • capire il numero di domande a cui dover rispondere correttamente;
  • il margine di errori che avrei potuto fare per ottenere il punteggio che avevo in mente.

Ci sono state simulazioni in cui (pochi giorni prima del test) ho totalizzato 8 punti, ma non mi sono lasciata prendere dall’ansia (Sher forse direbbe diversamente).

Più di ogni cosa, l’importante nelle ultime settimane è cercare di rimanere tranquilli.

Non prendersela con sé stessi sminuendo il lavoro di mesi e mesi per colpa di un punteggio basso.

Oggi è settembre e mi sembra incredibile che sia io a scrivere per il blog.

Quel blog che a Marzo mi sembrava scritto da persone lontanissime dalla mia vita e che leggevo con ammirazione.

Di essere stata ammessa alla triennale di logopedia l’ho saputo solo oggi ed è davvero complicato a volte mettere insieme tutte le emozioni che porta con sé.

Alcuni dubbi sul futuro sono rimasti e so che fanno parte di ognuno di noi.

Più di tutto, questo traguardo mi ha insegnato che chiunque può essere all’altezza dei propri sogni.

Decidere di non volersi fermare, seguire il proprio istinto.

Non seguire sempre la paura.

Forse questa è l’emozione più forte, leggera e bella che provo ora.

La consapevolezza di non aver lasciato scegliere alla paura di non farcela, del futuro, dei sacrifici, dell’inettitudine.

La soddisfazione di aver vinto tutto questo.

La bellezza di aver fatto un passo avanti verso la persona che vorrei essere un giorno.

Arianna

Sheryaar
Sheryaar

28 anni. Fisioterapista e studio Economia. Dal 2014 mi occupo della preparazione al test di ammissione a Medicina e Professioni Sanitarie tramite consulenza, lezioni private, guide e corsi.

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Stefania
Stefania
1 mese fa

Ciao Sher!

Finalmente una nuova storia! Mi preoccupava il fatto che non avessi pubblicato nulla degli studenti del test di quest’anno. Sfrutto l’occasione per chiederti se per i tolc secondo te è giusto iniziare a prepararsi già da ora e cosa ne pensi dei cambiamenti

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